L’uomo e il mostro

Un bicchiere riempito di buio,
il peso del vino su un’anima stanca,
lui cammina, spettro tra i vivi,
schiavo del mostro che porta dentro.

Non giudicarlo, tu che lo vedi,
che incroci il suo passo,
che senti l’odore del suo tormento.

Non sai che abisso ha attraversato.
Un giorno la luce si spense,
nel sorriso della sua bambina.

La morte gliel’ha strappata via
e con lei il senso del tempo e del cuore.
Così lui cadde, non per viltà,
ma per la lotta contro l’invisibile,
un mostro che non ha volto,
eppure divora senza pietà.

Dietro ogni passo incerto,
dietro ogni sguardo perduto,
c’è un urlo che nessuno sente,
un grido soffocato che cerca pace.

Non giudicare. Ascolta il silenzio,
comprendi il dolore senza nome.
Offri gentilezza, fai spazio all’empatia,
diventa la luce che rompe il buio.
Perché il mondo non ha bisogno di pietre,
ma di mani tese, di cuori aperti.
Di anime che sanno vedere
il coraggio di chi sopravvive ai mostri.

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