Un solo albero un solo amore

Lascia che io,
ti stia accanto.

Era una notte di pioggia e dolore,
Flavy tremava,
stringeva le mani,
persa nel buio dei suoi pensieri,
cercava certezze
e il nulla trovava.

Vinci la vide,
le fu vicino:
“Nessuna lacrima è senza senso.”
Sfiorò il suo viso,
con dolcezza,
“Non vergognarti,”
le sussurrò.

“Lascia che io ti stia accanto,
anch’io ho visto il lato oscuro.
Quando tutto sembra perdersi,
stringi la mia mano,
io resto qui.”

Negli anni affrontarono il vento,
giorni di luce,
notti di gelo,
risate,
sconfitte,
sogni svaniti,
ma nulla li aveva mai separati.

Uniti restavano,
cuore su cuore,
due ombre legate dallo stesso filo.
Un giorno Vinci piantò un seme,
sotto quel cielo pieno di stelle.
“Sarà la nostra promessa eterna,
crescerà forte come il nostro amore.”

Flavia sorrise,
senza sapere quanto quell’albero avrebbe contato.
Passarono gli anni, crebbero insieme,
mentre i limoni doravano i rami.
Anche nei giorni più neri e stanchi,
l’albero restava, simbolo eterno.

Quando il dolore bussava alla porta,
trovavano pace sotto le sue fronde.
Radice profonda, tronco sicuro,
foglie che danzano nella tempesta.
Un solo albero, un solo amore,
che nulla spezza, che nulla inganna.

Un unico frutto, giallo e brillante,
come il loro amore, come la vita.

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