Non sarà
solo tenerti in braccio,
cambiare un pannolino
o giocare
a rincorrerci sul tappeto.
Essere papà è restare,
anche quando il mondo
chiede di correre altrove.
Ci sono giorni fatti di prime volte,
di piccoli dolori
e grandi silenzi,
di domande nuove,
che solo tu,
con i tuoi occhi,
sai farmi.
E io sono qui.
A volte con la voce bassa,
a volte con le braccia forti.
Spesso… con entrambe.
Perché cresci,
e crescono intorno a te
gli sguardi degli uomini,
i pensieri, le sfide, i sogni.
E io imparo con te,
ogni giorno,
a essere padre
a tempo pieno,
ma soprattutto:
a cuore intero.
La vita non chiede
la perfezione,
ma presenza.
Richiede,
dolcezza…..e forza.
Io, che ero solo un ragazzo,
ora cammino accanto a te,
mano nella mano,
sul sentiero incerto
dell’amore più vero.
E tu mi insegni ogni giorno
che non ci sono manuali,
che si impara amando,
che si cresce insieme.
E allora resto.
Anche quando tremo,
anche quando sbaglio.
Perché sei,
la mia piccola meraviglia,
la poesia che ho scritto
con la vita,
la figlia che porto dentro,
mentre il mondo ti accoglie,
un anno dopo l’altro.
Poesia di un papà…
alla sua prima bambina.
“Da Edo a Emma.”
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