Vivrò di sogni ed anche d’amore,
lo scrissi un giorno lontano,
su un libro che oggi,
profuma di carta,
una miscela di vaniglia,
mandorla e
legno stagionato e
su tutto i ricordi.
E davvero ho vissuto così,
tra mani intrecciate e
passi leggeri,
tra la voce di chi mi amava
e gli occhi dei miei figli
che crescevano.
Ho combattuto guerre col cuore,
ma non in silenzio:
le ho vinte con gli urli
gli abbracci ed i baci,
con i pianti e le risate
che riempivano le stanze.
Ho scelto, ho tremato,
ma non ho rimandato i miei voli:
ho guardato i rossi tramonti,
ho acceso le luci nei sogni
degli altri.
Ora che ho sessantaquattro anni
sorrido al tempo che mi resta.
Se saranno venti o dieci o cento,
io li riempirò d’amore ancora.
Perché non si muore davvero
se hai vissuto così,
da ragazzo felice a uomo,
da padre a nonno,
sempre con il cuore aperto.
E il giorno in cui partirò
voglio che dicano soltanto:
“Ha amato e sognato
senza misura
e fino all’ultimo ha saputo sorridere”.
“Abbastanza bene”
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