Un nome alla libertà

Mi sono lasciata..
mi sono lasciata.
E non l’ho fatto per me.
L’ho fatto per quei
due occhi piccoli
che vedevano tutto,
troppo, troppo presto.

Per quei corpi che,
Altre volte tremavano in silenzio,
assorbendo tempeste
che non avrebbero mai dovuto sfiorarli.
Per quelle emozioni
che imparavano a farsi piccole,
a sopravvivere invece
che a vivere.

Mi sono lasciata perché
a volte
“stare insieme a tutti i costi”
diventa il costo più alto
proprio per chi non ha voce.

Perché in una casa che tace
non è pace:
è una trincea.
Una casa con silenzi che pesano,
passi che fanno tremare i muri,
sguardi che feriscono,
non è una casa:
è un campo minato.

E allora sì,
mi sono lasciata.
Non per fuggire,
ma per salvare.
Non per distruggere,
ma per smettere di distruggermi.

Separarsi non è un fallimento.
Fallimento è restare fermi
dentro un dolore che si ripete,
per paura del giudizio degli altri
o del futuro che non si riesce a immaginare.

Mi sono lasciata
per dare un nome alla libertà,
per restituire respiro a chi amo,
e anche a me stessa.

E oggi lo so:
ci sono decisioni che spezzano,
ma sono le stesse che alla fine
ti ricompongono.

#poveropoeta
#ironcoiante
#vincenzocoiante
#vincenzocoiantecom

Lascia un commento