Mai vinto

Erano in tanti,
ma il peso del viaggio
cadeva soprattutto su di lui.

Gli altri camminavano accanto,
Immobili a volte, stanchi spesso,
e lui faceva spazio davanti,
anche quando non ne aveva più.

Non combatteva,
per dimostrare forza,
ma per non lasciarsi andare.
Ogni giorno affrontava
la tigre della paura,
l’orso della stanchezza,
quelle voci che sussurrano
fermati.

Il mare non era un nemico,
era solo indifferente.
Il sole bruciava,
la notte stringeva,
e lui stringeva i denti
un po’ di più.

I fratelli restavano
perché lui restava.
Andavano avanti
perché lui non mollava.

Non c’erano promesse di vittoria,
solo la scelta,
ripetuta mille volte,
di fare un passo ancora.

Quando la terra arrivò
non c’erano grida.
Solo un respiro lungo,
una stanchezza che finalmente poteva farsi sentire.

Il viaggio lo aveva cambiato,
segnato,
ma non spezzato.

Non ha mai vinto la vita.
Ha vinto sé stesso,
ogni giorno.
E questo è bastato.

Mai vinto.

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