C’e un mondo nuovo,
che come un sipario
si apre piano,
si schiude alla vita.
Mentre un altro,
velato di tenerezza e memoria,
si richiude sui giorni che furono.
Vi guardo, figli miei,
e nel vostro cammino,
a volte rivedo me stesso,
il cuore si riempie senza rumore,
di frammenti di luce,
di speranze leggere,
di storie intrecciate alla mia
che ora imparano a vivere altrove.
Siete forza gentile,
riflesso del tempo e del sogno,
e accanto a voi giovani
anime continuano a
sbocciare, luminose,
nel fragile incanto del domani.
Ginevra Bianca, Marzio,
Emma Lia,
nipoti miei,
ogni vostro passo è
un’eco d’amore
che mi attraversa piano,
ogni sogno una vela aperta
che il vento accompagna.
E mentre navigate
verso orizzonti lontani e incerti,
io resto sulla riva,
con un sorriso che trema,
tra nostalgia e orgoglio,
sapendo che siete voi
la bellezza del tempo
che scorre.
Il tempo passa,
inevitabile,
e i momenti — i nostri momenti —
a volte sembrano scivolare via
come sabbia tra le dita.
Resta sulla pelle
un dolceamaro sottile,
la grazia di ciò che è stato,
la carezza di ciò che non tornerà.
Ma vivete, figli miei, vivete,
con il coraggio che vi ho affidato,
con vostri cuori che battono
come un’eco del mio.
Oggi è il dono che vi aspetta,
e anche se un giorno
il tempo mi porterà lontano,
in ogni vostro sorriso
ritroverò il senso di tutto.
E il cielo…
il cielo sarà sempre,
per sempre,
più blu.
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