Finché il ricordo respira

Ciao nonna Lia,

sono passati sei mesi
da quella sera silenziosa
in cui te ne sei andata,
e dentro di me il tempo
ha smesso di camminare.

La vita va avanti, lo so,
ma da quando non ci sei
nulla è davvero uguale:
sei assente in ogni gesto
e presente in ogni pensiero.

Ti scrivo come primo nipote,
che guarda indietro e avanti insieme,
perché il tuo esempio
è casa, direzione, riparo.

Voglio raccontarti un segno,
una carezza arrivata dal destino.
Era la sera del compleanno
del mio maschietto,
il tuo secondo nipotino,
e senza sapere perché
mi sono fermato a fare benzina
dove non mi fermo mai.

Un uomo mi ha fissato e ha detto:
“Tu sei il nipote di nonna Lia?”
In quell’istante
il cuore ha tremato.

Mi ha parlato di un sogno,
nella notte tra il 16 e il 17 novembre,
la notte di una candela in più
per il mio bambino.
Ti aveva vista elegante, luminosa,
e quando ti ha chiesto dove andavi
non hai risposto:
sei andata via piano,
in silenzio.

E io ho capito subito
che non era solo un sogno.

Era il tuo modo di dire:
“Ci sono. Sono qui.”
Di farti sentire presente
nel giorno di un tuo pronipote,
come hai sempre fatto,
con discrezione e amore.

Poi ho parlato con i miei fratelli
e ho scoperto che non ero solo.
Anche loro ti sognano spesso:
appari accanto al letto,
parli, sorridi,
ci guardi come un tempo.

Uno ha detto:
“Dice che è sempre con noi.
Provo ad abbracciarla
e proprio allora… scompare.”

Le lacrime sono arrivate,
inermi e necessarie.
Ho pensato ai tuoi tre figli,
a noi tre fratelli,
ai tuoi nove nipoti.

Ai miei due figli
con la vita negli occhi,
e alla piccola Emma che arriverà,
dolce e luminosa,
che avresti riempito
di carezze e saggezza.

Ho detto a tutti
che piangere serve,
che le lacrime sono parole
quando le parole finiscono.
Piangevo perché ci manchi,
ma anche perché sentivo
che non te ne sei mai andata davvero.

Nonna, i tuoi figli vivono
cercando ogni giorno
di onorare ciò che sei stata.
E noi nipoti portiamo dentro
la tua forza silenziosa,
l’amore che non si stanca,
il dono raro
di tenere tutti uniti.

Ti prometto che parlerò di te
ai tuoi nipoti e pronipoti.
Racconterò chi eri,
quanto amavi,
quanto sapevi proteggere.
Non sarai mai solo un ricordo,
ma una radice viva,
destinata a crescere.

Perché nessuno muore davvero
se il ricordo resta,
se l’esempio continua
a camminare nelle generazioni.

Ti porto con me in ogni respiro,
nonna mia.
E so che, ovunque tu sia,
continui a vegliare
su tutti noi.

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