Made in Italy 2.0 parte 4 – Il cibo innovativo

Con un volume d’affari che sfiora i 135 miliardi di euro, lo sposalizio tra cibo e tecnologia è un trend in crescita. Realtà come Foodscovery e WineoWine nascono per le piccole realtà imprenditoriali del food nostrano, mettendo in contatto diretto produttori artigianali e consumatori. Anche Ciboprossimo collega la domanda e l’offerta, ma esclusivamente sull’agricoltura ecologica. Si muove sul territorio, favorendo le piccole aziende piccole e le loro comunità promuovendo la crescita, tramite consapevolezza alimentare e socio-economica, dei rapporti consumatore-prodotto agricolo ecologico.

Se penso a mia nonna che faceva il pane in casa e lo regalava ai vicini mi sorprendo per quanta strada stiamo facendo. Come un modesto produttore di vino fatto in casa possa pensare di vendere il suo prodotto con margini di crescita impensabili restando nel piccolo paese dal quale produce. E’ merito di Internet e della volontà della nuova classe imprenditoriale italiana che comprende fino in fondo che il made in Italy è un asset che deve solo fare i conti con il progresso e restare al passo con i tempi. E’ di fatto una materia che si trasforma, ma che non cessa di esistere.

Una buona idea necessita una buona operazione economico-finanziaria, la quale a monte necessita dei “contatti giusti”. Di questo di occupa Crowdfooding, startup che mette in contatto giovani promesse imprenditoriali del settore con investitori interessati.
Artichalk invece ha sviluppato un algoritmo che indica i valori nutrizionali degli alimenti in modo da suggerire diete “personalizzate” ai suoi utenti. E poi c’è Deliveroo che con investimenti da 200 milioni di euro è arrivata in Italia nel 2015 e punta a diventare leader nazionale nella consegna a domicilio. Deliveroo promette consegne in 30 minuti e il suo portale è così ben curato che induce all’appetito al solo guardarlo.
Anche Moovenda si sta inserendo molto bene sul territorio di Roma e Napoli e come Deliveroo propone un portale molto curato che non promette consegne in 30 minuti ma è in grado di calcolare i tempi di consegna.

Il marketshare delle consegne a domicilio è massivo, ma quando incontri un’idea così originale come FoodyExperience non puoi che restarne affascinato. Un CEO Genovese (Elena Bisio), un Web Designer di Potenza (Michele Arleo), un Web Developer Toscano (Simone Campinoti) e un Full Stack Developer dall’India (Rishabh Jain) hanno ideato una piattaforma dove un turista può cercare, prenotare e andare a mangiare a casa di un local host. Il vantaggio per il turista è di mangiare qualcosa di veramente unico e tipico del luogo che va a visitare e per l’host è un’opportunità di guadagno e di soddisfazione.

Continua …

#VincenzoCoiante

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