le mie montagne, in una stanza,
con pareti di pietra rosa,
il soffitto è di un graffiato
bianco latte,
c’è un caminetto strepitante,
con fiamme che fanno
ancora quel rumore,
freschi scoppietti di
contentezza come e quando
si riscaldano persone.
Ho fastidio del mondo
in silenzio bevo vino rosso,
forte come petrolio
che stordisce.
Non ho voglia
di dover assistere
agli spettacoli
del nostro tempo.
Respiro a pieni polmoni,
l’aria fina, da una finestra
aperta su in mansarda.
Le pietre dalla cima dei monti
continuano a rotolare giù,
tra fango, ciottoli, sabbia
ed tanta acqua, si disperdono
nel mondo, senza preavviso
con una forza pari
a quella di una catastrofe,
mai vista prima,
che sta riportando il pianeta,
all’anno zero.
Con speranza guardo il
mondo nuovo che verrà.
In montagna
Fermo in casa, mente guardo
