Giacomo – un sorriso immortale

Ci sono notizie che non si leggono.
Si sentono entrare dentro, lentamente,
come una lama silenziosa.

La tua, Giacomo, è una di quelle.

Ti ricordo ragazzo, con quel sorriso semplice, pulito,
di chi sapeva stare al mondo senza fare rumore.
La vita ci ha portati su strade diverse,
ma certi volti non smettono mai di appartenerci.

Poi, in un istante, tutto si è fermato.

Un padre che interviene per difendere,
un uomo che sceglie il coraggio invece dell’indifferenza,
e una violenza senza senso che spegne una vita
e lascia accesa una ferita che non guarirà più.

Il pensiero corre a tuo figlio,
costretto troppo presto a conoscere il volto più crudele del mondo.
Nessun bambino dovrebbe custodire un ricordo così.

E mentre il dolore ci unisce,
resta un’amarezza profonda.

Dove abbiamo smarrito il valore del rispetto?
Quando abbiamo smesso di insegnare che la forza non è colpire,
ma tendere una mano?

La scuola, le istituzioni, la società possono fare molto.
Ma il primo esempio nasce sempre dentro una casa,
negli occhi di un padre, nella voce di una madre,
nei piccoli gesti che costruiscono una coscienza.

Oggi non è il tempo della rabbia.

È il tempo del silenzio, del rispetto e della riflessione.

Perché uomini come te non muoiono davvero.
Restano nel ricordo di chi li ha conosciuti
e nell’esempio che lasciano a chi resta.

Ciao, Giacomo.

Il tuo sorriso continuerà a parlarci.

E forse, se sapremo ascoltarlo,
ci ricorderà che un uomo non diventa grande per la forza che possiede,
ma per il bene che trova il coraggio di compiere.

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