I raggi chiari dell’alba

Nei raggi chiari dell’alba,
quando il giorno lentamente si apre,
io libererò l’anima mia
e verrò a cercarvi,
come un vento lieve
che conosce la strada del cuore.

A voi, figli miei,
racconterò sottovoce
le favole più belle,
quelle che una madre custodisce
anche quando le parole
non possono più essere pronunciate.

Vi ho teso le mie mani
per tutta la vita,
camminando con voi
tra vecchi selciati
e sampietrini romani spaccati,
tra giorni luminosi
e giorni più difficili.

Vi ho accompagnato
passo dopo passo,
cercando di scansare per voi
i rovi che graffiano le mani
e le spine nascoste
lungo il cammino.

Ora non potete più vedermi,
ma non pensate
che io abbia smesso di camminare con voi.

Sono ancora lì,
nei vostri ricordi,
nei gesti che avete imparato da me,
nelle parole che vi ho lasciato,
nei silenzi che soltanto voi
sapete comprendere.

Vincenzo,
tu che sei stato il mio primogenito,
porta nel cuore
quella parte di me
che il tempo non potrà mai cancellare.

E tu, Alessandro,
e tu, Stefano,
non dimenticate mai
che siete stati,
e sarete per sempre,
il mio sangue,
la mia vita,
una parte della mia anima.

Siete sangue mio,
sangue del mio sangue,
e l’anima vostra
sarà sempre
anche un poco la mia.

Quando arriveranno
i giorni della malinconia,
quando sentirete più forte
il peso della mia assenza,
alzate gli occhi verso l’alba.

Io sarò in quella luce.

Sarò nel vento lieve
che sfiora il vostro viso,
nel silenzio della sera,
in un ricordo improvviso,
in una parola,
in un profumo,
in una vecchia fotografia
che vi farà sorridere
e forse anche piangere.

Non abbiate paura del tempo.

Il tempo passa,
ma ciò che è stato amore
non passa mai.

E quando un giorno
il vostro battito rallenterà,
ricorderete che il mio tempo
è stato anche il vostro
e che il vostro tempo
è ancora il mio.

Perché nessuno potrà mai
portarvi via
il tempo della memoria.

Ciò che abbiamo vissuto
non appartiene soltanto ai giorni:
appartiene all’anima.

E resterà quel soffio leggero,
quasi invisibile,
che attraversa le generazioni
e sussurra al cuore
una sola parola:

amore.

Un soffio d’eternità
che il tempo non consuma
e la morte non può cancellare.

Perché finché vivrete voi,
in qualche parte di voi
vivrò anch’io.

E quando sarete insieme,
come tante volte siete stati,
sentirete forse
una carezza lieve
posarsi sulle vostre spalle.

Non voltatevi.

Non cercatemi.

Sono già lì.

E così,
senza più bisogno di mani,
cammineremo ancora insieme,
io con voi,
voi con me,
verso l’azzurro chiaro
di un giorno senza fine.

La vostra mamma, Lia

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