Oggi c’è vento,
ma non manca il sole.
Si può ancora volare
con l’anima chiara,
anche sotto un cielo bruno.
Il vento entra nelle case,
corre tra le grondaie
colme di foglie e rami,
si arrampica sui tetti,
si perde in mezzo agli alberi
e porta via ogni cosa:
sdraio, ombrelloni
e gli ultimi segni dell’estate.
Sconquassa i secchioni,
disperde fogli e pensieri,
piega le sedie
e spinge a riva
il pattino di salvataggio.
Le reti da pesca si confondono,
già pronte a prendere il largo.
Il mare si gonfia,
l’acqua ribolle
sotto nuvole terse,
mentre le spiagge, ormai vuote,
custodiscono soltanto silenzi.
Anche le case
sembrano colme d’incertezza.
Il cielo diventa scuro,
profondo,
ma all’orizzonte resiste
un rosso intenso,
come l’ultima fiamma
di ciò che è stato.
L’anima rimane sospesa,
sorpresa e inquieta,
come quando arrivano
le prime nebbie d’inverno.
Finisce l’estate.
Finisce una storia.
O forse soltanto
uno dei suoi capitoli.
Perché ogni fine porta con sé
un poco di ricchezza e
di povertà,
di gioia e di dolore.
E lascia al vento
il compito di portar via
ciò che il cuore
non riesce più a trattenere.
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