Il tempo fugge, il tempo torna

Ci sono assenze che non smettono mai di farsi sentire.
E poi ci sono presenze che
non smettono mai di restare.

Oggi, nella Festa della Mamma, non penso solo a chi c’è.
Penso a chi continua a vivere dentro di noi, in modi
silenziosi e profondi.

Io, ormai grande, ho conosciuto cosa significa perdere la madre.
Eppure, crescendo, ho capito che una madre non se ne va davvero mai.

Mia madre è stata madre,
poi nonna… e oggi,
nei miei figli e nei miei nipoti, continua ad essere
anche un po’ bisnonna.
La ritrovo nei loro sorrisi improvvisi, nei gesti che
non ho insegnato io,
in certe espressioni che sembrano arrivare da lontano.

È lì che torna.
È lì che vive.

C’è una dolcezza che mi accompagna quando
la riconosco in loro.
E insieme, inevitabilmente,
un velo di malinconia.
Perché l’amore che resta è immenso… ma anche l’assenza lo è.

E allora ho capito qual è il mio compito.
Non è solo ricordarla.

È custodirla.
È raccontarla.
È farla vivere ancora.

Nei miei figli, che la portano dentro avendola
conosciuta davvero.
Nei miei nipoti, a cui darò il dono di sapere da dove viene quell’amore che sentono.

Perché una madre
non resta solo nei ricordi.
Resta in ciò che siamo diventati.
Resta nei tratti che attraversano le generazioni.
Resta nell’amore che continuiamo a dare.

Oggi non celebro solo
mia madre.
Celebro tutto ciò che di lei continua a esistere.

E la responsabilità, silenziosa
e sacra, di non lasciarla andare mai davvero.

Buona Festa della Mamma
nonna Lia
a chi c’è,
a chi resta in altro modo,
e a chi ogni giorno tiene vivo
un amore che il tempo,
non può spegnere.

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