Il tavolo vicino al forno

Roma, negli anni della guerra,
aveva il cielo basso
e le strade piene di silenzio.
Un ragazzo tornava da scuola
con la cartella leggera
e il cuore appesantito dalla fame.

Annunziata lo vide sulla soglia.
Con zio Arcangelo accanto,
gli mise davanti un piatto fumante,
come si accende una piccola luce
in mezzo all’inverno.

«Mangia, ragazzo.
Qui c’è posto per te.»

E lui mangiò,
senza sapere che quel sapore
gli sarebbe rimasto dentro
più a lungo della guerra.

Passarono gli anni.
Roma si vestì di vetrine,
di tram pieni e domeniche al mare.
Quel ragazzo crebbe:
divenne Enrico Mattei,
uomo di grandi imprese
e di strade lontane.

Eppure, tra tutte le cose
che la vita gli aveva portato,
non dimenticò mai
quel tavolo vicino al forno,
dove Annunziata e Arcangelo
gli avevano dato da mangiare
senza domandargli chi fosse.

Poi venne il tempo delle insegne nuove.
Un padrone voleva chiudere la trattoria,
fare spazio a un’altra catena,
cancellare il profumo di sempre
con il rumore di un locale nuovo.

Enrico lo seppe per caso.
Non da Annunziata,
che non aveva chiesto nulla,
ma da un amico chiamato
a rinnovare quelle mura.

Quando tornò,
la soluzione era già pronta:
la catena avrebbe avuto il suo spazio
nel centro commerciale;
alla trattoria un affitto lungo vent’anni.
E lui avrebbe colmato la distanza.

Annunziata lo guardò
con la fierezza di chi
ha sempre saputo bastare a sé stessa.

«Non voglio la carità.»

Enrico le rispose piano:
«Allora facciamo società.»

Lei sorrise appena:
«Quel ragazzo mangiava
perché era un bravo cliente.»

«E io», disse lui,
«vorrei esserlo ancora.»

Fuori, la città correva.
Dentro, il forno custodiva il calore,
il tavolo restava al suo posto
e Annunziata, con zio Arcangelo,
continuava ad accogliere la vita
tra una pizza e una parola gentile.

Ci sono debiti che non si pagano:
si portano nel cuore
e un giorno diventano riparo
per chi ci ha riparato.

Perché chi ti ha lasciato affondare
quando avevi fame,
quando non avevi niente?

A volte basta ricordare
una porta rimasta aperta
per ritrovare, molti anni dopo,
la strada di casa.

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